Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sulla vita e sulla morte…

Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie sulla vita e sulla morte…,

di Stefano Ligorio.

Perché Aforismi, Riflessioni e Poesie sono in grado di ‘incentivare’ conoscenza e consapevolezza.

Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sulla vita e sulla morte...
Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sulla vita e sulla morte…

Titolo Aforisma: La morte…

“La morte?

Ecco il nome che porta l’odiosa nemica

di ogni alito di vita.

Eppure…, si, eppure c’è un dolore

tanto forte e intrattabile

che la rende, a volte, amica desiderata e ricercata”.

***

Titolo Aforisma: Vivere’ una vita con un senso…

“Vivere senza aver mai avuto

la piena consapevolezza di chi si è,

senza aver mai del tutto compreso

i propri pregi e difetti,

e senza essersi mai messi

oggettivamente in discussione

è come non essere mai venuti al mondo…”.

***

Titolo Aforisma: Il senso della vita.

“Il senso della vita sta nell’espressione compiuta

delle emozioni più profonde;

l’amore è una di queste”.

***

Titolo Aforisma: La vita e la morte.

“La vita?
Un’oscura vicenda,

percorsa da imprevedibili incognite individuali,

destinata a un misterioso oblio generale”.

***

Titolo Aforisma: La morte ‘insegnata’ dalla vita…

“Tutti noi nasciamo

per un fato incerto ed incomprensibile,

e tutti noi, di certo, e comprensibilmente,

anche moriremo,

e la vita stessa,

lungi dall’essere del tutta priva di un senso,

deve, nell’incanto della conoscenza,

insegnarci ciò che pur a noi tutti avverrà”.

***

Titolo Aforisma: La ‘tenerezza’, a volte, della morte…

“La sofferenza e il dolore,

quando sono incontrollabili e invincibili,

costantemente e pesantemente presenti,

a fronte di una morte

comunque inviolabile e imminente,

rendono inaccettabile la vita e tenera la morte”.

***

Titolo Aforisma: Il dolore per la perdita di una madre.

“Il dolore per la morte di una madre

è come il ‘taglio’ netto e profondo

di una spada a doppio taglio

che trafigge fin dentro il ‘midollo’”.

***

Titolo Aforisma: La morte…

“La morte?

Ecco il nome che porta l’odiosa nemica

di ogni alito di vita.

Eppure…, si, eppure c’è un dolore

tanto forte e intrattabile

che la rende, a volte, amica desiderata e ricercata”.

***

Titolo Aforisma: La viltà della morte.

“La viltà della signora morte è tale che

non di rado s’accompagna

con la signora sofferenza”.

***

Titolo Aforisma: La morte rende tutti uguali.

“Lo fato della morte piega tutti all’oblio,

grandi e piccoli;

in un sol luogo

lo giusto principio applicato dell’uguaglianza…”.

***

Titolo Aforisma: L’uguaglianza della morte.

“L’uguaglianza della morte è ineguagliabile…”.

***

Titolo Riflessione: La verità nelle cose…

Sono ‘quasi’ arrivato alla ‘definitiva’ conclusione

che oltre questa vita, purtroppo, non possa esserci nulla…

Rispetto però tutte le religioni, ovvero quelle che rispettano

la ‘libertà individuale’ nella sua interezza…

Si ha sempre bisogno di dover credere in qualcosa di ‘superiore’,

perché è, come dire, insito nella nostra natura di esseri pensanti…

L’importante, e credo di non sbagliare,

è non essere ‘troppo’ vincolati a ‘credenze e convinzioni’ religiose,

di qualsivoglia forma e natura,

perché altrimenti non si è ‘liberi’, ma ‘schiavi’…

Ho imparato che c’è una ‘verità’ in tutte le cose,

e che anche miti e leggende non sono da meno a questa regola,

tuttavia il difficile è, semmai, individuarla,

dico: la ‘verità nelle cose…’.

***

Titolo Poesia: La morte.

La ‘morte’?

Ecco il nome che porta l’odiosa nemica

di ogni alito di vita.

Eppure…, si,

eppure c’è un dolore tanto forte

e intrattabile che la rende, a volte,

amica desiderata e ricercata.

In un giorno per me indimenticabile,

ascoltai le tuonanti grida,

di un amico agonizzante,

ricercare la tanto desiderata nemica

che però tardava ad arrivare…

Mi diede e a più riprese il ‘potere’,

anzi mi ‘costrinse…’.

Io mi piegai al ‘risucchio’ incessante

e profondo della voragine oscura ed imminente,

e accompagnai la ‘nemica’

al luogo dell’inevitabile incontro…

C’è un mistero nella vita

ed è quello relativo al suo inizio e alla sua fine…

Ognuno abbia, almeno,

il potere e la libertà di decidere,

nel giorno dell’ira funesta,

quando e come affrontare la propria ‘nemica…’”.

***

Titolo Poesia: Le leggi della creazione.

In quel tempo incompreso,

come per un turbine nucleare di immane potenza,

nascesti tu, e subito ti espandesti fino agli infiniti confini

di una rotondità spaventosamente grande.

E, mentre il caos delle tue cose creava il sottile ordine imperante…,

la violenza della tua termodinamica

faceva, gloriosa, da legge e da vincolo…

Con crudeltà furente annientavi e ricomponevi a tuo piacimento ogni cosa…;

in te si espressero ‘inizio’ e ‘fine’, ‘vita’ e ‘morte’…delle tue cose…

Violenza e crudeltà ecco le tue leggi inviolabili…

Tu sei così, è più forte di te,

ti diletti a creare e a dare vita…,

ma, come per un orgasmo di sensazioni eccitanti…,

ami anche distruggere e far perire...

Che dirti, oh Universo tutto,

senza rischiar di essere, inutilmente, troppo loquaci…?”.

***

Titolo Poesia – Nell’eterno ricordo di un uomo buono e giusto.

Oggi che si celebra la festa del papà

rendo pubblico onore alla memoria di colui

che ‘era’ e che ‘è’…

Il 4 novembre di sedici anni fa

moriva un uomo buono e giusto…

Nato in tempi duri,

visse la sua intera vita nel dolore di un animo chiuso

e nel sacrificio continuo di una vera dedizione al lavoro.

Mori, dopo angosce varie,

nella solitudine di un coma profondo.

Era mio padre e si chiamava Luigi Ligorio.

Passano gli anni e paiono affievolirsi

i ricordi lucidi di ciò che ‘era’…,

ma mentre le ‘immagini’ perdono nitidezza

si acuisce la ‘vista’ di chi vive ancora il tenero ricordo”.

***

Titolo Poesia: La morte di una madre.

Un Fiore apprezzato dalla Luce del Sole

è stato spezzato dalla Forza del Vento.

Era stato piantato in un Giardino di Luce.

Il suo nome era Fiore di primavera.

Era una pianta alta, rigogliosa, e verdeggiante;

il suo busto era spinoso, ma tenero e ben piantato nella terra;

i suoi petali avevano il colore dell’arcobaleno

e la sua gemma era dorata e fertile.

Sui suoi petali colorati litigavano, ogni alba,

le goccioline di rugiada mattutina,

perché non volevano scivolare via per finir disperse nella terra.

Nella sua gemma si incontravano le api laboriose

avide del suo polline dorato.

Tutto il Giardino di Luce era stato fatto per questa dolce creatura,

e tutte le piante erano figlie del suo polline dorato.

Il suo profumo aveva un odore soave.

Si ergeva maestoso nel mezzo del Giardino,

e rifletteva sfolgorante la Luce candente del Sole.

Tutte le creature del Giardino rendevano omaggio al Fiore.

Il Giardino di Luce era l’Essenza della Vita

e il Fiore ne era la Forza.

L’aria del Giardino era intrisa del suo polline dorato e profumato.

Tutto in quel Giardino era bello e raro;

il suo polline era più dorato e prezioso dell’oro d’ofir delle terre d’Oriente.

Perciò, perché oh Vento del Nord

hai soffiato con tal violenza su simile creatura?

Perché ti sei destato dal tuo luogo deserto?

Perché hai voluto colpire colei che era la vita del Giardino di Luce?

Chi ti ha invitato a fare tale desolazione?

Che ti è stato fatto perché tu debba renderne un simile conto?

Hai spezzato la forza della Vita del Giardino,

che ci hai guadagnato da siffatta opera?

Che ne avrai in cambio?

Qual è il tuo guadagno per quest’opera di morte?

Oh Fiore di primavera, dové ora la tua dimora?

Chi stai allietando adesso?

Dove hai portato la tua Luce?

Dové il tuo profumo soave?

I tuoi figli si disperano;

tutte le piante del Giardino gridano a te,

ma non ti trovano, non ti odono più.

Ho udito una tua creatura urlare disperatamente:

<giammai disperar vorrei, ma con un dir prender vigor potrei>.

E tu non rispondi.

Chi è questo Vento del Nord che ha osato spezzare la tua vita?

Dove risiede la sua buia dimora

di modo che si possa fare a lui quello che ha fatto a te?

Tu figliola non disperare in eterno, trova la pace in te,

perché la sofferenza è passata,

e il dolore che ha trafitto tua madre ha compiuto ormai la sua opera,

e che altro potrebbe fare di più e ancora?

Figliola armati con la spada del coraggio,

prendi pure la corazza della resistenza,

lo scudo della forza e l’elmo della vittoria.

Non abbatterti, ora tocca solo a te

proteggere le altre figliole di tua madre,

per cui sii forte e coraggiosa,

altrimenti non potrai adempiere al tuo nobile dovere.

Che dirti sorella mia:

l’ingiustizia e la crudeltà, come dei guerrieri sanguinari,

sono entrate nel tuo Giardino,

e hanno portato via il loro bottino di guerra in tempo e terra di pace.

Le tue lacrime scendano dolcemente dal tuo viso

fin sul tuo cuore ricordandoti sempre di chi sei figlia”.

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Titolo Poesia: Nel ricordo e in memoria di ciò che non va e non dev’essere mai dimenticato…

Il 4 novembre del 2004 moriva mio padre,

il quale portava il nome di Luigi Ligorio.

Era un uomo buono e giusto.

Nato in tempi duri, visse la sua intera vita

nel dolore di un animo chiuso

e nel sacrificio continuo di una vera dedizione al lavoro.

Mori, dopo angosce varie,

nella solitudine di un coma profondo.

Il 2 settembre del 2020 moriva mia madre,

la quale portava il nome di Maria Fragnelli.

Una donna semplice, genuina, molto altruista,

e fortemente attaccata alla vita e alla famiglia.

Una tenera e quasi invisibile goccia in un oceano di morti per cancro.

Soffrì, smisuratamente, falcidiata dalla devastazione di un cancro

potenziato dall’aberrante inefficienza del sistema

unita alle pluri negligenze di alcuni medici che, nel suo percorso,

ebbe la sfortuna di incontrare.

“Tenera la vita di costoro che

vissero con cotanta sofferenza,

e ancor più tenera la loro morte

che di cotanto li privò”.

“Come per una luce lontana

non smetterò mai di ricordare

i vostri volti nel mio cuore”.

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Titolo Poesia: Nell’eterno ricordo di una vera Madre.

Oggi che si festeggia la donna l’anima mia,

affranta,

si piega al tenero ricordo di colei che fu vera madre fino alla fine.

Maria Fragnelli il suo nome.

Sofferente e agonizzante,

e finanche vittima di reiterate e gravi viltà altrui,

ebbe sempre parole di affetto e di pace per tutti.

Come per un luminoso tramonto sospeso su terre devastate,

tu fosti e rimarrai, per me,

emblema di luce da innalzare, per sempre,

sullo stendardo della vita.

Non v’è saggezza più grande

del saper ‘vivere’ la naturale ‘bellezza’ di ciò

che si è destinati ad essere,

e tu vera donna,

destinata ad essere madre,

fosti madre vera”.

Dedicata a mia madre Maria Fragnelli.

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Titolo Poesia ‘breve’: Il ricordo di chi non c’è più.

Debole il soffio vitale

di chi vive la crudele agonia

nel tenero ricordo di luce che va via…

Dedicato a chi più non c’è

e a noi che più non saremo…”.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di alcuni libri di Aforismi, Riflessioni e Poesie: ‘Aforismi e Riflessioni’‘AFORISMI (raccolta) di Stefano Ligorio’‘POESIE (raccolta) di Stefano Ligorio’‘RIFLESSIONI (raccolta) di Stefano Ligorio’.

Stefano Ligorio