(brevi note su legge e diritto) – Demansionamento professionale del lavoratore e sopravvenuto difetto dell’interesse ad agire…

In tema di demansionamento professionale, ove alla domanda di reintegrazione, nelle mansioni corrispondenti al livello di inquadramento posseduto, non sia stato, contestualmente, richiesto anche il risarcimento del danno subito, la cessazione, in corso di causa, del rapporto di lavoro determina il sopravvenuto difetto dell’interesse ad agire.

Brevi note su legge e diritto di Stefano Ligorio.
In tema di demansionamento professionale, ove alla domanda di reintegrazione, nelle mansioni corrispondenti al livello di inquadramento posseduto, non sia stato, contestualmente, richiesto anche il risarcimento del danno subito (il cui accertamento, dunque, viene escluso nella controversia), la cessazione, in corso di causa, del rapporto di lavoro determina, per impossibilità di conseguire un risultato utile giuridicamente apprezzabile, il sopravvenuto difetto dell'interesse ad agire.
Demansionamento professionale del lavoratore e sopravvenuto difetto dell'interesse ad agire...
Demansionamento professionale del lavoratore e sopravvenuto difetto dell’interesse ad agire…

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 30584, del 28-10-2021 (Rv. 662614 – 01 – cortedicassazione.it), ha statuito che: In tema di dequalificazione professionale, proposta domanda di reintegrazione nelle mansioni corrispondenti al livello di inquadramento posseduto non accompagnata da una domanda (di condanna o di accertamento del diritto) al risarcimento del danno, la cessazione del rapporto di lavoro in corso di causa determina il sopravvenuto difetto dell’interesse ad agire per impossibilità di conseguire un risultato utile giuridicamente apprezzabile, in quanto il mero accertamento dell’inadempimento datoriale non importa automaticamente l’insorgenza di una pretesa risarcitoria in favore del lavoratore demansionato” (Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1218, Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 100 CORTE COST.),

in tema di demansionamento professionale, ove alla domanda di reintegrazione, nelle mansioni corrispondenti al livello di inquadramento posseduto, non sia stato, contestualmente, richiesto anche il risarcimento del danno subito (il cui accertamento, dunque, viene escluso nella controversia), la cessazione, in corso di causa, del rapporto di lavoro determina, per impossibilità di conseguire un risultato utile giuridicamente apprezzabile, il sopravvenuto difetto dell’interesse ad agire.

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Il libro di Stefano Ligorio: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili- (Guida Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Guida Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

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