Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sul male, sulla malvagità e sulla cattiveria.

Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie sul male, sulla malvagità e sulla cattiveria,

di Stefano Ligorio.

Perché Aforismi, Riflessioni e Poesie sono in grado di ‘incentivare’ conoscenza e consapevolezza.

Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sul male, sulla malvagità, sulla cattiveria.
Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sul male, sulla malvagità e sulla cattiveria.

Titolo Aforisma: Bisogna saper imparare dai propri errori.

“Siamo nati per errare e per imparare,

ma taluni sanno solo reiterare il loro male”.

***

Titolo Aforisma: Anche il male è in grado di istruire…

“Ci sono cose che puoi imparare solo

da taluni portatori di essenza di male,

a patto che si sia in grado di discernere,

altrimenti si soccombe”.

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Titolo Aforisma: Le favole e la vita reale…

“Solo nelle favole vincono sempre i ‘buoni’,

nella vita reale sono i ‘cattivi’ a vincere spesso…”.

***

Titolo Aforisma: La corruzione.

“La corruzione in Italia?

Un male comune

più insidioso delle mafie…”.

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Titolo Riflessione: I ‘buoni’ e i ‘cattivi’ di fronte agli eventi avversi…

A seguito del fatto che il contenuto del mio aforisma, dal titolo: I buoni e i cattivi:

“I ‘buoni’, agli eventi avversi, al contrario dei ‘cattivi’

(i quali sono avvezzi a contrattaccare),

soccombono con una certa, relativa, facilità…”,

è stato, da alcuni, non ben compreso, e non volendo, assolutamente, dare ‘respiro’ a ciò che non è, segue, letteralmente, perché ritenuta esaustiva, una mia risposta data a un commento in altra sede pubblicato.

Nel mio aforisma non a caso avevo virgolettato i due soggetti, ovvero i ‘buoni’ e i ‘cattivi’, proprio a voler sottolineare, o specificare, che tali termini non andavano intesi ‘letteralmente’, ma unicamente in relazione a ciò che poi, sempre nel testo, segue…

Gli ‘eventi avversi’ rappresentano le cose spiacevoli, di qualsivoglia tipologia (specie quelle di una certa gravità e difficoltà), che nella vita di ognuno, prima o poi, capitano, mentre “soccombono con una certa, relativa, facilità” sta a indicare la poca ‘capacità’…, dettata dal non essere, i citati ‘buoni’ (o ‘troppo’ buoni…), per loro essenza e natura, molto “avvezzi” a combattere… o a “contrattaccare”

Ciò detto, è evidente, che io non apprezzi minimamente i predetti ‘cattivi’ se non, unicamente, per la loro -quasi innata- capacità -affinata dallo loro esperienza seppur oltremodo biasimevole- di saper ‘operare’, a tempo, una tempestiva ‘resistenza’ e/o un adeguato ‘contrattacco’…
Per concludere, ho visto molti ‘buoni’ (o ‘troppo’ buoni…) arrendersi (o non essere in grado di saper ‘resistere’ e/o ‘contrattaccare’), con una certa facilità, ad ‘eventi avversi’ anche solo relativamente gravi e/o difficoltosi, e la morale del quanto è, appunto, che la bontà, cosa assai nobile e da perseguire -nella sua essenza- sempre e a tutti i costi, non deve, tuttavia, mai inficiare, in sé, la ‘forza ostile’ che ognuno dovrebbe avere (e puntualmente operare) verso gli eventi negativi della vita.

***

Titolo Poesia: Ad ognuno il proprio destino.

Giocasti le tue ultime carte buone;

decidesti di sederti al ‘tavolo del destino incrociato’,

ma eri troppo ubriaca del tuo orgoglio e non dovevi…

Non ti è stato mai raccontato?

Nessuno te lo è mai venuto a dire?

Non lo hai mai udito che il destino si crea

con le scelte dettate dall’emozioni?

Ebbene ecco il tuo destino che ti sei ancora una volta scelto

sull’onda emotiva dell’orgoglio e sulla scia della viltà.

Ad ognuno il proprio destino.

Fatta la tua scelta porta ora il tuo fardello.

Quando incontrerai il destino che ti sei negata,

non osare guardare al di là,

perché osasti, a più riprese,

aizzare del male contro di lui che certamente non meritava;

tu come verderame che imbruttisce ogni cosa

imbruttisti cose belle e cose già brutte

e ciò sin dagli inizi.

Tale fu il tuo agire sin dagli esordi.

Ora cogli i tuoi amati frutti che i tuoi alberi ben coltivati

ti hanno portato nel tuo orto.

Ecco il tuo orto si chiama ‘ignoranza’,

i tuoi alberi migliori sono ‘orgoglio e vigliaccheria’,

e i tuoi frutti hanno un nome impronunciabile,

ma dal veleno molto noto.

Mangia pure, si, mangia fino allo sfinimento,

in quanto questo è il tempo della raccolta

e che vorresti non mangiare i buoni frutti di stagione

che hai tanto voluto?

Mangia pure tu che non sai chi sei

e che navighi a vista oltre il mare che tu stessa non conosci.

Per poco non ingurgitavo con te i tuoi frutti velenosi,

guai a me che vita d’inferno avrei avuto…

Ora che la raccolta è appena iniziata

impiega il tuo tempo a riempire cesta e cesta di buoni frutti

e falli assaggiare a chi ti ha aiutato,

sotto tuo inganno e per proprio egoismo,

a farli maturare…”.

***

Titolo Poesia: La madre non madre.

Non ti bastò maledire la tua progenie…,

no certo, il tuo maleficio antico

dovevi metterlo ad effetto completamente…,

mentre spogliavi loro

tu ti vestivi dei tuoi manti sfarzosi intrisi del loro sangue,

ti ingozzavi fino alla visibile lordura

pur di non dare loro da mangiare,

violando ogni buon diritto anteponevi

i tuoi penosi bisogni ai loro,

li rendevi infelici della tua egoistica felicità;

trascinavi loro nel tuo malsano errore di vita;

desideravi che il tuo disagio albergasse per sempre

anche in loro come per una sorta di condivisione di conforto…

Non si vide mai simile carnefice come te,

e mai si potrà vedere ancora…

Ti sia reso tanto più del quanto…

Tu che non conosci vergogna

e che portasti alla deriva i frutti del tuo grembo,

sprofonda nel tuo lerciume e,

affogando, nessuno ti salvi…

Una madre dovrebbe anche voler poter dare

la propria vita per i suoi figli…

Ecco, dunque, una dedica che tale non è

e che mai potrà esserlo….

Non c’è idiozia maggiore dell’ignorare se stessi,

ma alcuni, si sa,

nascono per essere campioni in qualcosa…”.

***

Titolo Poesia: Il male insinuante.

Sì infila sinuoso il verme…,

e si nutre avido di essenze vitali non sue…

Non ha altro pensiero che diffondere,

con i suoi giovani circoli rossastri di invasione…,

l’oscura mitosi staminale del suo male.

Perciò, voi che siete i pulitori di verderame,

accerchiate il nemico,

e non usate pietà alcuna,

perché il suo intento era distruggere…”.

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Titolo Poesia ‘breve’: L’amore, a volte, salvifico, di una donna.

E arrivò colei che ebbe il potere

di rompere il sigillo

posto sul maleficio…”.

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Raccolta di alcune Riflessioni, di Stefano Ligorio, su: amore, intelligenza, ignoranza, sofferenza, libertà, emozioni, conoscenza, delusione, ipocrisia, felicità, solitudine…

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di alcuni libri di Aforismi, Riflessioni e Poesie: ‘Aforismi e Riflessioni’‘AFORISMI (raccolta) di Stefano Ligorio’‘POESIE (raccolta) di Stefano Ligorio’‘RIFLESSIONI (raccolta) di Stefano Ligorio’.

Stefano Ligorio

2 pensieri riguardo “Alcune citazioni, frasi (aforismi), riflessioni e poesie, di Stefano Ligorio, sul male, sulla malvagità e sulla cattiveria.

  1. poesie riflessive, reali, sentite, vive nella loro amara verità. Versi che portano a riflettere su questo mondo troppo spesso malvagio, malato, privo di una coscienza sana. 👍👏👏👏👏👏

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