(brevi note su legge e diritto) – Responsabilità aggravata per ricorso in cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili.

Abuso del processo per proposizione di ricorso in cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili.

condanna del soccombente al pagamento, processo, art. 96 comma 3 c.p.c., impugnazione, responsabilità aggravata, proposizione di un ricorso per cassazione, Responsabilità aggravata per ricorso in cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili, Stefano Ligorio, cassazione, giurisprudenza, Corte Suprema, sentenza, ordinanza, giudizio, civile, cassazione civile, art. 96 co. 3 c.p., Corte di Cassazione ordinanza n. 22208/2021,
Responsabilità aggravata per ricorso in cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22208/2021, ha statuito che: In tema di responsabilità aggravata, la proposizione di un ricorso per cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili, rende l’impugnazione incompatibile con un quadro ordinamentale che, da una parte, deve universalmente garantire l’accesso alla tutela giurisdizionale dei diritti (art. 6 CEDU) e dall’altra, deve tenere conto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo e della conseguente necessità di strumenti dissuasivi rispetto ad azioni meramente dilatorie e defatigatorie; essa, pertanto, costituisce condotta oggettivamente valutabile come ‘abuso del processo’, poiché determina un ingiustificato sviamento del sistema processuale dai suoi fini istituzionali e si presta, dunque, ad essere sanzionata con la condanna del soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, ai sensi dell’art. 96, comma 3, c.p.c., la quale configura una sanzione di carattere pubblicistico che non richiede l’accertamento dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa dell’agente ma unicamente quello della sua condotta processualmente abusiva, consistente nell’avere agito o resistito pretestuosamente”,

la proposizione di un ricorso per cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili costituisce condotta oggettivamente valutabile come abuso del processo ed è sanzionabile con la condanna del soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, ai sensi dell’art. 96, co. 3, c.p.c.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Guida Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

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