(brevi note su legge e diritto) – La deduzione, in Cassazione, del vizio di omessa pronuncia.

Nel giudizio di legittimità in relazione alla deduzione del vizio di omessa pronuncia, in ottemperanza al principio di autosufficienza del ricorso, il ricorrente ha l’onere di indicare, compiutamente, l’atto difensivo o il verbale d’udienza di interesse.

Brevi note su legge e diritto di Stefano Ligorio. La deduzione, in Cassazione, del vizio di omessa pronunzia.
La deduzione, in Cassazione, del vizio di omessa pronunzia.

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28072, del 14-10-2021 (Rv. 662554 – 01 – cortedicassazione.it), ha statuito che: Nel giudizio di legittimità, la deduzione del vizio di omessa pronuncia, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., postula, per un verso, che il giudice di merito sia stato investito di una domanda o eccezione autonomamente apprezzabili e ritualmente e inequivocabilmente formulate e, per altro verso, che tali istanze siano puntualmente riportate nel ricorso per cassazione nei loro esatti termini e non genericamente o per riassunto del relativo contenuto, con l’indicazione specifica, altresì, dell’atto difensivo e/o del verbale di udienza nei quali l’una o l’altra erano state proposte, onde consentire la verifica, innanzitutto, della ritualità e della tempestività e, in secondo luogo, della decisività delle questioni prospettatevi. Pertanto, non essendo detto vizio rilevabile d’ufficio, la Corte di cassazione, quale giudice del ‘fatto processuale’, intanto può esaminare direttamente gli atti processuali in quanto, in ottemperanza al principio di autosufficienza del ricorso, il ricorrente abbia, a pena di inammissibilità, ottemperato all’onere di indicarli compiutamente, non essendo essa legittimata a procedere ad un’autonoma ricerca, ma solo alla verifica degli stessi (Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 112),

nel giudizio di legittimità in relazione alla deduzione del vizio di omessa pronuncia (art. 112 c.p.c.) –non essendo rilevabile d’ufficio-, in ottemperanza al principio di autosufficienza del ricorso (a pena di inammissibilità), il ricorrente ha l’onere di indicare, compiutamente, l’atto difensivo o il verbale d’udienza di interesse non essendo, la Corte, legittimata a procedere a un’autonoma ricerca, ma solo alla verifica degli atti processuali nel ricorso, precisamente e dettagliatamente, richiamati.

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Il libro di Stefano Ligorio: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili- (Guida Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Guida Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

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