(Medicina in breve) – Quanti sono i morti per Covid-19 secondo il rapporto, del 19 ottobre 2021, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)? Facciamo chiarezza…

Quanti sono i morti per Covid-19 secondo il rapporto, del 19 ottobre 2021, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)? Facciamo chiarezza…

Il 19 ottobre l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblicava un rapporto nel quale descriveva, con un’analisi statistica, le caratteristiche dei 130.468 pazienti, positivi al Sars-CoV-2, deceduti, in Italia, dall’inizio della sorveglianza al 5 ottobre 2021.

In questo studio, l’Istituto Superiore di Sanità, ha analizzato un campione rappresentativo di n. 7.910 cartelle cliniche di deceduti (per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche) sulle 130.468 persone che sono morte, con la positività al Sars-CoV-2, sino al 5 ottobre 2021.

L’ISS nel rapporto specifica che il campione rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero, e le Regioni sono rappresentate avendo cercato di conservare una proporzionalità rispetto al numero di decessi.

Quest’analisi ha rilevato che 230 pazienti (pari, dunque, al 2,9% del campione), su questi 7.910 pazienti deceduti, non risultavano affetti da alcuna patologia pregressa: “Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1). Complessivamente, 230 pazienti (2,9% del campione) presentavano 0 patologie, 902 (11,4%) presentavano 1 patologia, 1.424 (18,0%) presentavano 2 patologie e 5.354 (67,7%) presentavano 3 o più patologie”.

Alcuni meno accorti, tra ‘no vax’ e ‘no green pass’, giorni dopo, hanno iniziato a divulgare la notizia, in un primo tempo pubblicata (sicuramente in buona fede, in quanto è evidente che trattasi di mero errore di valutazione) su ‘Il Tempo’, che i morti effettivi per Covid-19 sarebbero stati solo 3.783 (che sarebbero, appunto, all’incirca il predetto 2,9%, sui 130.468 pazienti deceduti e positivi al Sars-CoV-2 segnalati dall’ISS, in quanto solo costoro, ovvero i 3.783, a differenza della restante parte, erano deceduti senza avere patologie pregresse) e non i predetti 130.468, affermando che, dunque, la pandemia non sarebbe stata così mortale o finanche che non sarebbe mai esistita.

Analizziamo, dunque, questa circostanza:

il fatto che la maggior parte dei deceduti aveva patologie pregresse (anche importanti in molti casi) al momento della positività al Sars-CoV-2 non significa, di per sé, che siano state queste (non in tutti i casi almeno) a determinarne la morte.

Il dato del 2,9% riportato nel suindicato rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) non indica minimamente che solo il 2,9% dei pazienti (ovvero 3.783), sui 130.468 decessi avvenuti con la positività al Sars-CoV-2 (sino al 5 ottobre 2021), siano realmente morti a causa della Covid-19, ma, tale dato, si riferisce solo alla percentuale di pazienti deceduti, con positività al Sars-CoV-2, che non avevano altre pregresse patologie diagnosticate prima dell’infezione (è, evidente, infatti, che avere patologie preesistenti costituisce un fattore di aumentato rischio in caso di malattia Covid-19).

La stragrande maggioranza dei morti, in quanto anziani, erano persone che avevano, certamente, pregresse patologie, ma è di tutta evidenza che in molti casi, queste (ovvero le patologie pregresse), non avrebbero, di per sé (ossia senza la concomitante infezione da Sars-CoV-2), causato la morte di costoro, i quali, dunque, avrebbero potuto vivere ancora per diversi anni.

Del resto buona parte dei decessi sono avvenuti, appunto, tra gli anziani, tra i quali la presenza di almeno una patologia cronica è assai frequente, come, ad esempio, l’ipertensione, il diabete, ecc. (delle quali il summenzionato rapporto dell’ISS ha tenuto conto).

E’ evidente che, nella stragrande maggioranza, i pazienti positivi al Sars-CoV-2, poi deceduti, che avevano, ad esempio, l’ipertensione e/o il diabete non possono essere morti (non la maggior parte di loro almeno) per via diretta di una o entrambe le indicate patologie.

Diversa analisi va fatta nei riguardi di quei pazienti, positivi al Sars-CoV-2, deceduti e che erano, ad esempio, affetti da cancro in fase terminale o da altre malattie altrettanto gravi, tra i quali molti sono certamente deceduti non per diretta azione dell’infezione Sars-CoV-2, ma per via, appunto, della (o delle…) gravissima patologia pregressa.

Per cui si può, certamente, affermare che non è assolutamente vero che i morti (fino al 5 ottobre 2021) per Covid-19 siano solo 3.783 (ovvero il 2,9% sui 130.468 deceduti e positivi al Covid-19) come non è corretto dire (errore che nemmeno l’ISS fa) che i morti sarebbero 130.468, in quanto, come riferito anche dal rapporto congiunto ISTAT/ISS (stilato sulla base dei certificati di morte), la malattia Covid-19 può aver determinato (seppure, nella stragrande maggioranza dei casi, con la contestuale presenza di altre patologie preesistenti) direttamente la morte in non oltre la percentuale (circa) dell’89% dei decessi (nel suddetto rapporto dell’ISS analizzati) di persone positive al Sars-CoV-2.

Nel restante 11% dei casi la morte, secondo il suindicato rapporto congiunto ISTAT/ISS, sarebbe dovuta ad altra malattia (seppure l’infezione da Sars-CoV-2 può aver contribuito al decesso aggravando lo stato delle patologie preesistenti -o meramente limitandone la possibilità di cura-) o ad altra circostanza eventuale.

Del resto altro importante dato che mette in rilievo il quanto è il fatto che nel 2020 ci sono stati circa 100.000 morti in più della media degli anni precedenti (anni dal 2011 al 2019; si veda l’immagine 1), il cui rilevante aumento non può essere giustificato e/o spiegato altrimenti.

In altre parole nell’intero anno 2020 sono morti 746.146 persone (si veda l’immagine 2), mentre negli anni precedenti (si veda l’immagine 1), ovvero nel 2011 (593.427 morti), nel 2012 (612.883 morti), nel 2013 (600.744 morti), nel 2014 (596.364 morti), nel 2015 (647.571 morti), nel 2016 (615.261 morti), nel 2017 (649.061 morti), nel 2018 (633.133 morti), e nel 2019 (634.417 morti), la cifra più alta dei decessi per anno era stata quella di n. 649.061 morti dell’anno 2017, per cui, dunque, nel 2020 (con la comparsa, appunto, dell’infezione da Sars-CoV-2) vi è stato di colpo un incremento del massimo storico degli ultimi 9 anni (precedenti al 2020) di oltre circa 100.000 unità su una precedente media di circa 620.000-630.000 morti all’anno.

Si precisa anche che questo incremento del numero di decessi per l’anno 2020 si è avuto pur con le restrizioni anti Covid-19, di diversi mesi, ivi adottatesi, senza le quali, il numero dei morti, sarebbe stato, certamente, maggiore, tuttavia è anche vero che le stesse restrizioni, avendo, in tutta evidenza, reso più difficile ‘curare’ altre malattie, hanno, certamente, portato a un aumento (sempre per l’anno 2020) di decessi per cause non imputabili al Sars-CoV-2.

Ora si può, certamente, essere in parte in disaccordo su quell’11%, nel predetto rapporto congiunto ISTAT/ISS, indicato, ma ciò che rileva è che, certamente, la percentuale di esclusione di causa determinante, da parte della Covid-19, per il decesso, sui suindicati 130.468 (con la positività al Sars-CoV-2 sino al 5 ottobre 2021) non può essere che, in ragionevole ipotesi, solo poco più alta del citato 11%, potendo rialzarsi esclusivamente di alcuni punti percentuali, soprattutto, a parere del sottoscritto (anche per diretta esperienza vissuta con la ormai deceduta madre, per cancro, nel mese di settembre 2020), per la sottostimata -in percentuale- incidenza sulla mortalità -indiretta non correlata al virus- (nei pazienti, positivi al Sars-CoV-2, che erano anche affetti da pregresse, o anche insorgenti, gravissime patologie) che, in modo del tutto ingiustificato, le restrizioni anti Covid-19 e, in generale, la disorganizzazione e le varie negligenze in ambito sanitario (agli inizi della pandemia, sconcertanti) hanno causato in ordine agli innumerevoli ritardi nei ricoveri, nella diagnostica sia clinica sia strumentale, e/o in ordine ai rinvii di visite specialistiche urgenti, di terapie mediche, anche chirurgiche, essenziali (mortalità indiretta non correlata al virus che, al contrario, veniva, spesso, -erroneamente- conteggiata, per la mera presenza di positività al Sars-CoV-2, come imputata alla Covid-19).

In conclusione, è completamente assurdo, illogico, oltre che significativamente imprudente, negare che la Covid-19 (seppur con tutte le innumerevoli negligenze sanitarie che vi sono state) abbia determinato un ingente numero di morti in Italia e che, dunque, abbia creato solo 3.783 decessi (fino al 5 ottobre 2021), in quanto i dati, in tal senso, sono sufficientemente chiari e dicono ben altro.

Nondimeno appare anche irrispettoso nei confronti sia dei deceduti sia dei loro parenti in vita, i quali, certamente, sono, a vario titolo, portatori di una ‘sofferenza’, la quale va, dignitosamente, e perennemente, rispettata…

Negare che la Covid-19 esista, oltre a quanto appena esposto, è anche un atto imprudente che induce molti ad abbassare le opportune cautele, e ciò non è per nulla raccomandabile per la propria e per l’altrui salute.

Ciò detto urge precisare che (a parte la smisurata e infinita serie di notizie non oggettive e non scientificamente provate che fanno girare i cosiddetti ‘pro vax’ e ‘pro green pass’), certamente, anche tra i cosiddetti ‘no vax’ (erroneamente, o troppo genericamente, definiti tali, in quanto molti di costoro sono contrari solo agli odierni vaccini -sperimentali- anti Covid-19 e non, certamente, ai vaccini in generale) e i ‘no green pass’ (il sottoscritto è, convintamente, un ‘no green pass’) vi sono taluni che fanno circolare, talvolta, seppur in perfetta buona fede (almeno nella maggior parte dei casi), anche notizie non vere (come questa, appunto) o finanche assurde (o, comunque, poco accurate da un punto di vista oggettivo e/o scientifico) e ciò non solo non porta alcun vantaggio alla causa legittima di chi è restio alla somministrazione degli odierni vaccini ‘sperimentali’ anti Covid-19 e di quella, oltre che legittima, anche congruamente motivata dei ‘no green pass’, ma, inevitabilmente, rappresenta, al contrario, un danno all’immagine e alla credibilità di questi.

Per cui si smetta di far circolare notizie prive di fondamento e/o finanche assurde, e si cerchi, invece, di adoperare un minimo di valutazione delle cose, sforzandosi di concentrare la propria attenzione, in piena oggettività e razionalità, su ciò che è importante, ovvero contrastare un illegittimo green pass obbligatorio

Insomma, per portare avanti una così importante ‘battaglia’ contro l’illegittimo green pass obbligatorio (‘battaglia’ in cui è essenziale convincere i più sul quanto di ingiusto è in atto) vi è la precisa necessità di non perdere ‘credibilità’ e di non diventare, ‘fondatamente’, a volte e/o su talune argomentazioni, oggetto di derisione.

Immagine 1 – Tabella numero decessi totali, in Italia, dal 2011 al 2019 (fonte Istat).

Immagine 2 – Tabella numero decessi totali, in Italia, nell’intero anno 2020 (fonte Istat).

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*N.B. Per altri articoli, di Stefano Ligorio, sul tema Covid-19, Vaccinazione anti Covid-19, e Green Pass, clicca qui.

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Per altre riflessioni (ma anche aforismi) clicca qui.

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N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Giuda Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

Stefano Ligorio

17 pensieri riguardo “(Medicina in breve) – Quanti sono i morti per Covid-19 secondo il rapporto, del 19 ottobre 2021, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)? Facciamo chiarezza…

  1. troppo spesso le minoranze seguono questi numeri errati per portare avanti le loro rivolte, quando basterebbe essere solo più attenti alla lettura delle notizie per comprendere la reale gravità della situazione. Riguardo gli anziani con complicanze di altro genere, sicuramente avrebbero avuto problemi, ma molti si sarebbero salvati senza l’intervento del covid. Mio padre ad esempio era entrato in ospedale per altre patologie, ma una volta lì ha contratto il virus ed è morto a causa di quello. In altre annate forse tutto si sarebbe risolto solo con un normale ricovero….

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  2. Pienamente d’accordo su tutto. Quello che non capisco è come faccia certa gente a non fidarsi del vaccino e al tempo stesso fidarsi di prendere un aereo (la faranno la manutenzione?), un sushi (lo avranno abbattutto il pesce?) o una Tachipirina (dove tra gli effetti collaterali ci sono le peggiori e più gravi malattie conosciute). Sicuramente è qualcosa di ideologico e di irrazionale a sostegno delle cui ipotesi ci si inventa qualunque cosa (persino che le bare di Bergamo fossero vuote!!!!!).

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    1. Sono d’accordo con te…, tuttavia credo che una grande responsabilità, nel merito della confusione e ‘ideologizzazione’ in atto da parte di taluni (fermo restando le ragioni di fondo, le quali molte sono più che legittime e da me -preciso: ‘alcune’- pienamente condivise), non può che essere imputata (almeno in una considerevole parte) alle varie, nonché reiterate, contraddizioni e imposizioni (alcune inaccettabili anche perché scientificamente non giustificabili) da parte di chi ci governa…
      Il problema, a ben vedere, appare, dunque, molto più complesso e meritevole di un’analisi più approfondita…
      Grazie per il tuo interessante commento!

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