(brevi note su legge e diritto) – La cartella clinica è un atto pubblico che fa fede fino a querela di falso.

La cartella clinica.

La cartella clinica è un atto pubblico che fa fede fino a querela di falso.

La cartella clinica è ritenuta a tutti gli effetti un atto pubblico avente una fede privilegiata, ovvero che fa fede (prova) fino a querela di falso, in quanto è redatta da un pubblico ufficiale (il medico pubblico in servizio) avente la capacità di esternare un potere certificativo, di ordine sanitario, da parte della pubblica amministrazione.

Tale dev’essere considerata anche la cartella clinica redatta da una clinica convenzionata (in virtù della delega di pubbliche funzioni conferitole).

Cassazione, sentenza n. 7958 dell’11 luglio 1992:

Sicché la qualifica di pubblico ufficiale deve essere riconosciuta a quei soggetti che, pubblici dipendenti o semplici privati, quale che sia la loro posizione soggettiva, possono e debbono, nell’ambito di una potestà regolata dal diritto pubblico, formare e manifestare la volontà della pubblica amministrazione oppure esercitare, indipendentemente da formali investiture, poteri autoritativi, deliberativi o certificativi, disgiuntamente e non cumulativamente considerati”.

La cartella clinica è, in effetti, atto pubblico e tale deve essere considerata non solo quella tenuta da una struttura pubblica ospedaliera, secondo il costante insegnamento di questo S.C. (da ultimo, Cass. Sez. V^, 8 febbraio 1990, ric. Giorgetti, Giust. pen., 1991, II, 476), ma anche, in virtù del suindicato principio della delega di pubbliche funzioni conferita a soggetti privati dal servizio sanitario nazionale, quella tenuta da una casa di cura convenzionata (Cass., Sez. V^, 21 gennaio 1981, ric. Nanni, ivi, 1981, II, 449). Trattasi invero di diario diagnostico-terapeutico -la cui tenuta e conservazione è disciplinata da norme di diritto pubblico -, nel quale vanno annotati fatti di giuridica rilevanza per la stessa pubblica amministrazione, quali i dati anagrafici ed anamnestici del paziente, gli esami obiettivi, di laboratorio e specialistici, le terapie praticate, nonché l’andamento, gli esiti e gli eventuali postumi della malattia. Essa è peraltro atto pubblico in quanto esplicazione di potere certificativo e partecipe della natura pubblica dell’attività sanitaria cui si riferisce”.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Giuda Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

Stefano Ligorio

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