Le cause molecolari del cancro e la vera ed efficace terapia da ricercarsi…

Il cancro è ormai diventato, negli ultimi decenni, causa di miriadi di vittime in tutto il mondo, e verso cui si ha, a buon ragione, un particolare terrore.

Spesso, ricevere una diagnosi di un cancro particolarmente aggressivo, localizzato in un particolare sito e/o a uno stadio già avanzato, significa, da subito, avere una sentenza di morte irrevocabile.

Esso è uno spietato assassino, agile e veloce nella sua corsa, e che non conosce riposo alcuno; ‘temporeggiare’ dinnanzi al cancro significa dare altro pericoloso vantaggio a un nemico già molto forte e sanguinario.

E’ una malattia molto complessa e variegata; ampiamente studiata da ricercatori e clinici di tutto il mondo, e che, purtroppo, allo stato dei fatti, risulta essere, nei suoi meccanismi più profondi, ancora poco compresa (e non senza giustificati motivi).

Tutti i tumori originano da determinate alterazioni genetiche (mutazioni) di alcune cellule, le quali, una volta alterate nel loro DNA, si moltiplicano e si diffondono sfuggendo ai naturali e interni meccanismi di controllo che mantengono l’equilibrio nei diversi organi del corpo. Negli ultimi anni la ricerca si è fatta sempre più meticolosa e attenta, grazie anche all’ingegno di coraggiosi studiosi in tutto il mondo, ed è ormai abbastanza unanime, nella comunità scientifica internazionale, che essi originano da cellule staminali (divenute tumorali).

Queste ultime sono cellule di riserva che abbiamo nei nostri tessuti, e che in circostanze fisiologiche si attivano, unicamente, per il naturale ricambio dei tessuti o per ripristinare un danno.

Le cellule staminali hanno proprietà atipiche in virtù del loro patrimonio genetico esclusivo, difatti sono capaci di rigenerarsi, hanno caratteristiche di ‘immortalità’, e sono ‘multi potenti’, oltre ad avere molta resistenza agli agenti chimici e fisici, caratteristiche queste che, ovviamente, sono possedute anche dalle cellule staminali tumorali.

E’ ormai, sufficientemente, chiaro come la malignità dei tumori sia, in sostanza, dovuta proprio alla presenza di queste cellule staminali mutate, le quali, in forza di ciò, non sono più in grado di differenziarsi e normalizzarsi in modo fisiologico/naturale come le cellule staminali normali.

Le cellule staminali tumorali, pur essendo poche all’interno dei tumori, sono quelle responsabili della genesi e della crescita della malattia, nonché della sua, eventuale, metastatizzazione.

Per sconfiggere il cancro si deve, dunque, precisamente, comprendere come colpire le cellule staminali tumorali e non solo le semplici cellule tumorali ‘figlie’.

La radioterapia e la chemioterapia agiscono contro tutte le cellule in fase replicativa, specie contro quelle che hanno un veloce processo di duplicazione (com’è, appunto, per le cellule maligne), ma le cellule staminali tumorali sono molto più resistenti di altre cellule a questi trattamenti, tanto più se sono in ‘quiescenza’ (ovvero, in fase di non replicazione), per cui, dunque, quelle di esse che non sono state sradicate dalla massa tumorale possono, certamente, in una loro successiva fase di nuova duplicazione, portare all’insorgenza di una recidiva, in quanto sradicare solo le cellule maligne ‘figlie’, senza aver eliminato ogni traccia delle cellule staminali tumorali ‘madri’, è come pretendere di eliminare l’erbaccia senza sradicarla però dalle radici.

La maggior parte della massa neoplastica è costituita da cellule ‘figlie’, arrivate, ormai, alla fine del ciclo proliferativo. Le poche cellule staminali presenti nel tumore maligno, invece, pur rimanendo a riposo sarebbero in grado di alimentare la crescita del tumore; esse possiedono una elevata capacità di rigenerare il tumore stesso e di adattarsi a modificazioni dell’ambiente circostante, come in presenza di farmaci antitumorali o di scarsità di risorse energetico-vitali, difatti, al contrario di quanto si pensasse in passato, non sono per nulla stabili e non hanno delle caratteristiche chiaramente definite, ma sono ultra dinamiche, in quanto sono capaci di cambiare, frequentemente, il loro assetto epigenetico, metabolico, e fenotipico, in risposta a sollecitazioni del microambiente in cui sono insediate.

Questa loro elevata adattabilità a condizioni ambientali avverse fa sì che, di frequente, riescano a sopravvivere alle terapie antitumorali.

Una delle loro strategie di sopravvivenza consiste nell’entrare in una sorta di letargo, chiamato ‘quiescenza‘, nel cui stato interrompono la loro replicazione, riducono la propria attività metabolica e riescono a esprimere alcuni fattori direttamente responsabili della loro resistenza (acquisita) alle terapie antitumorali.

Le cellule staminali tumorali possono anche migrare, dalla sede primaria del tumore, per formare metastasi, riproducendolo, in toto, in altre sedi del corpo.

Durante questo processo possono, eventualmente, entrare nella predetta fase di quiescenza e rimanere silenti finanche per mesi, se non anni, prima di iniziare a replicarsi nuovamente formando, appunto, il tumore metastatico.

Oggi i vari tipi di farmaci antitumorali, come anche le terapie radianti, sono in grado di uccidere le cellule tumorali, purtroppo il tumore può recidivare e, molto spesso, può essere più aggressivo di prima.

Ma com’è, dunque, che la malattia, la quale, frequentemente, sembra annientata, spesso recidiva anche dopo anni dal trattamento e dalla sua scomparsa?

Attualmente, per l’appunto, i farmaci chemioterapici colpiscono le cellule che si replicano rapidamente, mentre risparmiano di gran lunga le cellule staminali tumorali che sono a riposo -quiescenti- (e che, dunque, non sono in fase replicativa), per cui, in futuro, ci si aspetta un drastico cambiamento di rotta nello studio delle terapie antitumorali, in quanto, bisognerà, dunque, trovare bersagli molecolari specifici delle cellule staminali tumorali.

Del resto, probabilmente, le staminali tumorali, oltre ad essere in grado di resistere ai farmaci antitumorali, potrebbero anche avere dei meccanismi interni con i quali riuscirebbero a portarli fuori dalla loro membrana.

L’efficace guerra contro il tumore maligno deve, in modo assoluto, consistere, dunque, non solo nel tentare di uccidere le cellule tumorali proliferanti, ma innanzitutto nel tentare, precisamente, di annientare le cellule staminali tumorali nascoste e protette ‘in articolati angoli e vicoli’ del tumore medesimo, in quanto, oltre ad essere all’origine della malattia, sono anche le uniche a permettere al tumore di rigenerarsi e di metastatizzare, dovendo, dunque, rappresentare, in tutta evidenza, il vero bersaglio da distruggere a tutti i costi.

L’obiettivo futuro deve già essere, dunque, quello di riuscire ad eliminare le cellule staminali tumorali, nella chiara evidenza ormai che esse rappresentano un punto cruciale.

Il cancro ha origine da cellule staminali che hanno subito una mutazione cancerogena nel proprio DNA; a fronte di tale genesi si deve, dunque, aver chiara la linea e la strada da seguire per la diagnosi e la cura del cancro, ovvero le future ricerche scientifiche dovrebbero, sostanzialmente, basarsi nello studio di una terapia molecolare (in teoria funzionale verso ogni tipo di tumore maligno) che riesca, efficacemente, a intervenire sull’ultra dinamico metabolismo e sul ‘mantello di invisibilità’ che queste cellule staminali tumorali riescono ad acquisire.

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N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

Stefano Ligorio

7 pensieri riguardo “Le cause molecolari del cancro e la vera ed efficace terapia da ricercarsi…

  1. Ciao Giuseppe.
    In realtà, ormai da qualche tempo, a livello internazionale vi è quasi totale unanimità a tal riguardo…
    Speriamo che sulla scorta di ciò si riesca a fare una ricerca più attenta e specifica…
    Una buona serata e grazie per il tuo commento.

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