(Medicina in breve) – I malati di Cancro in tempi di ‘Covid-19’.

I pazienti oncologici in tempi di ‘Covid-19’.

Alcuni giorni fa leggevo un post di una ragazza, la quale disperata raccontava che avrebbe dovuto subire, tempo fa, un intervento chirurgico di asportazione di un cancro, ma che, a causa delle circostanze nazionali legate al Covid-19, le sarebbe stato detto che l’operazione sarebbe stata rinviata a gennaio inoltrato, se non addirittura a febbraio.

Sinceramente, al di là della ipotesi di veridicità o meno relativamente al predetto post, conosco personalmente altre assurde circostanze, le quali denunciano lo stesso problema.

Ricordo ancora le circostanze tutte subite, nella primavera trascorsa, dalla ormai mia defunta madre, anche lei affetta da cancro; spostamenti ingiustificati di appuntamenti, di visite, di esami, e di terapie.

Ecco la dura realtà, in questi tempi di Covid-19, i pazienti affetti da cancro (ma non solo questi) stanno affrontando ritardi nell’esecuzione di esami strumentali, di interventi chirurgici, e di terapie antitumorali.

Tutto ciò è estremamente inaccettabile, ingiustificabile, e disumano.

Il cancro -se operabile- va operato subito!!! qualunque esso sia, in qualunque organo si trovi!!!
Con il cancro non si deve minimamente ‘scherzare’, e nei limiti del possibile
 (del vero ‘possibile’…, non di inutili ‘chiacchiere’ da parte del chirurgo di turno), non gli si deve lasciare neanche un giorno di vita in più del dovuto e del necessario.

Per cui le circostanze del Covid-19 non possono, e non debbono, avere alcuna rilevanza nel merito dei trattamenti diagnostici e terapeutici dei pazienti affetti da cancro, in quanto per questi è questione di vita o di morte…

La settimana scorsa, per fare un mero esempio, sono andato dal mio dentista per un semplice, e assolutamente non urgente, trattamento a un mio dente.

Costui, e non è il solo, lavora a pieno regime in era ‘coronavirus’, ma, ovviamente, con tutte le cautele del caso (mascherine e via dicendo).

Per cui è fortemente contestabile quanto sta accadendo a livello nazionale in merito ai predetti ritardi nei confronti dei pazienti oncologici, in quanto, oggettivamente, le circostanze del Covid-19, se ben affrontate con una efficace e diligente organizzazione, a nulla rilevano nella fattispecie in esame.

Consiglio ai lettori, i quali, eventualmente, si dovessero trovare nell’ipotetiche circostanze dei predetti ingiustificati ritardi, di mobilitarsi -nel proprio interesse- attivamente, con una precisa diffida ad adempiere nei confronti della direzione della struttura sanitaria inadempiente.

Purtroppo se, generalmente, vi è in ‘circolazione’ una certa percentuale di negligenza medica, dobbiamo prendere atto che di questi tempi -causa ‘ingiustificata’ Covid-19- bisogna, in tal senso, stare ancora molto più attenti.

Raccomando anche di lasciare ai propri cari di risolvere, con la massima premura, precisione, e celerità, tutte queste ingiustificate e spiacevoli situazioni, in quanto il malato oncologico è bene si concentri solo sul già smisurato fardello della propria malattia.

Link correlato: Appello, in tempi di covid-19, ai sanitari operanti in ogni dove…

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N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

Stefano Ligorio

6 pensieri riguardo “(Medicina in breve) – I malati di Cancro in tempi di ‘Covid-19’.

    1. Infatti…, c’è proprio da augurarsi di non ammalarsi di ‘nulla’ di questi tempi…
      Purtroppo, specie negli Ospedali pubblici dove i veri ‘controlli’ sono quasi assenti e/o irrilevanti, i sanitari, mettiamola così, ‘approfittano’… delle circostanze per non ‘affaticarsi’ troppo di lavoro…
      Grazie per il tuo commento e soprattutto per il tuo accenno alla scomparsa di mia madre…

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    1. Salve.
      La redazione di una diffida ad adempiere non richiede una particolare forma (in altre parole non è necessario rivolgersi a un avvocato, almeno per la questione in oggetto), ma sarà necessario esporre chiaramente i seguenti punti:
      -la diffida nella sua intestazione deve contenere la chiara indicazione che trattasi di ‘diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c.’.
      -deve, inoltre, contenere la ‘minaccia legale’ che decorsi inutilmente 30 giorni dal ricevimento della diffida si integrerà il reato -perseguibile d’ufficio- di omissioni di atti di ufficio di cui al co. 2 dell’art. 328 c.p.
      -infine, bisognerà esporre con precisione le ragioni, le contestazioni, e le richieste…
      La diffida ad adempiere -art. 1454 c.c.-, firmata dall’interessato con allegata la copia di un suo documento di riconoscimento, va, tassativamente, inviata con raccomandata a/r, o con pec, al responsabile…, che nel caso in oggetto deve ritenersi la direzione sanitaria.
      In tal senso sarà utile indirizzare la diffida alla diretta persona del direttore sanitario della struttura (non è necessario conoscerne il nome e cognome), allo scopo di far rilevare il soggetto contro cui, nell’ipotesi della eventuale e successiva omissione di atti d’ufficio -co. 2 del citato ‘art. 328 c.p.- scatterà l’esposto (da parte dell’interessato) alla Procura della Repubblica di competenza per l’accertamento del reato.
      Mi dispiace per i tuoi cari…, ti sono davvero vicino con lo spirito di colui che certe dinamiche le ha già amaramente vissute…
      Un grande augurio a te e ai tuoi cari…
      Grazie per il tuo commento.

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