(brevi note su legge e diritto) – Il reato è improcedibile se nella querela non viene esposta la volontà punitiva.

Il reato è improcedibile se nella querela non viene dedotta la volontà punitiva.

La Cassazione pen. n. 17532/2020 chiarisce che: “pur non richiedendosi l’utilizzo di formule sacramentali, tuttavia, la manifestazione di volontà di perseguire il colpevole ai fini della validità della querela, debba emergere chiaramente, non essendo consentito rinvenire, nel mero atto di denuncia in sé considerato, la richiesta punitiva idonea a integrare la condizione di procedibilità del reato”,

per cui, dunque, affinché una querela sia valida è necessario che la persona offesa vi indichi, espressamente, la sua manifestata volontà di perseguire il presunto colpevole, in caso contrario il reato è improcedibile.

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N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Giuda Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

Stefano Ligorio