Medicina – Impariamo a preservare denti e gengive.

Consigli pratici per un mantenimento in salute di denti e gengive.

Innanzitutto, è importante lavarsi i denti mattina, pomeriggio, e sera prima di andare a letto (o almeno la mattina -dopo la colazione-, e alla sera prima di andare a letto).

N.B. Lo spazzolamento dev’essere svolto in modo verticale per una durata minima di almeno due minuti circa. Nella circostanza in cui si siano assunti cibi ‘acidi’ (succhi di frutta, agrumi, vino…), sarà buona regola spazzolare i denti non prima di 20-30 minuti, in quanto farlo prima potrebbe danneggiare i denti per via della momentanea vulnerabilità dello smalto dentale all’attacco degli acidi. In alternativa, se si vuole lavarli subito, sarà sufficiente sciacquare prima la bocca con della semplice acqua -per un paio di volte-, di modo che si riduca la ivi presenza dei citati acidi.

Passare il filo interdentale una volta al giorno e preferibilmente in occasione dell’ultimo spazzolamento in serata (ovvero prima di andare a letto).

Per alcuni soggetti, dopo l’uso del filo interdentale, sarà anche utile, se non necessario, usare uno scovolino sempre in occasione dello spazzolamento serale (prima di andare a letto).

Usare uno spazzolino elettrico (avendo cura di passare con precisione tutte le superfici dentali e i solchi gengivali), in quanto quelli manuali possono risultare molto meno efficaci specie se usati con inadeguatezza.

Usare un buon dentifricio che contenga -oltre alle sostanze al dente leganti e contenuti nei comuni dentifrici- preferibilmente anche acido ialuronico e vitamina c (per il nutrimento delle gengive).

Usare, subito dopo lo spazzolamento dei denti, un buon collutorio disinfettante per espellere residui di cibo rimasti fra i denti.

Se si ha una spiccata tendenza alla formazione della placca, e di conseguente tartaro, usare una volta al giorno, ovvero in occasione dello spazzolamento serale, un dentifricio contenente clorexidrina (potente antibatterico e disinfettante del cavo orale):

inserire in bocca una piccola quantità di dentifricio, aspettare qualche minuto affinché la clorexidina agisca sulla placca disgregandola, e solo dopo usare lo spazzolino elettrico per spazzolare i denti.

Immagine del Dentifricio Curasept allo 0,05 di clorexidina

In commercio esiste il dentifricio della CURASEPT, il quale, a differenza di altri similari, contiene un sistema denominato ‘A.D.S.’ che inibisce le caratteristiche pigmentazioni ai denti riscontrabili con l’uso prolungato della clorexidina (anche a basso dosaggio).

Il consiglio, se non si hanno grossi problemi di salute alle gengive e ai denti, è di usare la formulazione allo 0,05 di clorexidina come mantenimento (dopo aver effettuata l’ablazione del tartaro), in caso contrario, ovvero se si hanno problemi maggiori, il consiglio è di usare la formulazione allo 0,12 o allo 0,20, 2-3 volte al giorno, per qualche mese e solo dopo passare, come mantenimento, a quella allo 0,05 (1 o 2 volte al giorno a seconda del caso specifico).

Il dentifricio a base di clorexidina è soprattutto indicato nei soggetti che presentano delle ‘tasche gengivali’, nelle quali la formazione della placca (e del conseguente tartaro) diventa ancora più insidiosa e problematica.

Nella circostanza dell’uso serale del dentifricio a base di clorexidina, anziché usare un collutorio, si potrà, una volta spazzolati i denti, inserire nuovamente una piccola porzione di dentifricio in bocca con un sorsetto di acqua (se si preferisce -ma consiglio di evitare di spendere ulteriori soldi in quanto del tutto similare al dentifricio- si può comprare e usare un collutorio, a base sempre di clorexidina, della Curasept).

Tenere in bocca qualche minuto e sciacquare un paio di volte.

Recarsi almeno una volta l’anno dal proprio dentista per effettuare la pulizia dei denti (ablazione del tartaro), tuttavia se si ha una spiccata tendenza alla formazione della placca (se, in tal caso, per l’appunto, non si pongono in essere le cautele qui esposte) bisognerà recarsi preferibilmente due volte l’anno (ovvero ogni sei mesi circa).

In ogni caso dovrà essere il proprio diligente dentista a consigliarvi più nel dettaglio, in quanto è anche colui che conosce la situazione specifica della vostra bocca.

Importante sarà anche dosare la vitamina D nel sangue, in quanto, una sua eventuale carenza dovrà essere sopperita con l’integrazione orale (previa congrua indicazione del vostro dentista o del medico curante).

Della vitamina D ne ho parlato in un mio altro articolo; clicca qui.

Molti danno particolare importanza alla propria ‘estetica’ e ciò è del tutto legittimo e naturale, tuttavia pochi sono coloro che riescono a capire quanto sia ‘esteticamente’ importante una buona salute di denti e gengive, ove, per l’appunto, una carenza, in tal senso, può, nel tempo, risultare fortemente antiestetica e finanche pericolosa per la salute generale (per possibile migrazione di germi -ove la presenza sia massiva- in altri organi).

La placca batterica si forma da un accumulo di batteri ‘aggregati’ che si legano (o aderiscono) alla superficie dei denti e degli eventuali materiali protesici presenti in bocca.

Difficile da rimuovere, si riforma, purtroppo, nel giro di poche ore.

Se non adeguatamente controllata, con l’andare del tempo, può causare gengiviti e carie.

Nel dentifricio Curasept le sostanze presenti degni di nota sono il fluoro (minerale presente in quasi tutti i dentifrici in commercio) il quale ha un’azione principalmente remineralizzante e, ovviamente, la summenzionata clorexidina, la quale nella formulazione allo 0,05 permette un uso quotidiano.

La clorexidina contrasta la formazione di placca (riducendo, sia lo sviluppo dei batteri, sia impedendone lo sviluppo) disgregandola, in quanto si lega alla matrice di essa.

Agisce velocemente e ha un’alta ritenzione nel cavo orale, mantenendo la sua attività fino a 8-12 ore.

Contribuisce a prevenire le irritazioni gengivali e i fenomeni cariosi anche nei portatori di apparecchi ortodontici e che hanno, per questo motivo, un’alta cariorecettività.

La presenza del sistema A.D.S. diminuisce l’incidenza delle possibili pigmentazioni, conferendo al prodotto un uso, in tal senso, sufficientemente ottimale.

Sistema A.D.S. sta per ‘Anti Discoloration System‘ interferente con due dei principali meccanismi della pigmentazione (facilmente trattabile con l’uso saltuario di un buon dentifricio sbiancante o recandosi dal proprio dentista) dovuta all’uso prolungato di clorexidina (anche a basso dosaggio) contribuendone a diminuirne l’incidenza e l’entità.

In commercio, sempre della linea Curasept, vi sono dentifrici in formulazione anche con altre sostanze, oltre che, ovviamente alla clorexidina, a seconda delle specifiche necessità personali.

Il consiglio conclusivo per limitare al minimo la summenzionata pigmentazione è anche quello di evitare di bere caffè, o di bere o mangiare cioccolata, o di fumare, nella mezz’ora successiva allo spazzolamento dei denti effettuato con il dentifricio a base di clorexidina.

A mio modesto parere, nonché per esperienza personale, è meglio avere, eventualmente, qualche piccola pigmentazione ai denti (facilmente trattabile, come su esposto, anche da se stessi), ma non del tartaro tra denti e gengive capace, come predetto, di innescare processi infettivi e infiammatori cronici a carico del cavo orale.

Personalmente sono anni ormai che, usando quanto qui esposto, andando dal dentista per eseguire l’annuale ablazione del tartaro, di questo, per l’appunto, non se ne riscontra quasi alcuna traccia…

Al contrario, prima del quanto, essendo, evidentemente, molto predisposto alla formazione di placca e tartaro, unitamente alla circostanza della contestuale presenza di alcune ‘tasche gengivali’, ero costretto a porre in essere più frequenti accessi dal dentista, con il reiterato problema che già dopo poche settimane il tartaro era nuovamente visibile…

Altri articoli sul tema li trovi anche qui.

N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

Stefano Ligorio