Medicina – Vitamina D: il Regno Unito la distribuisce contro il Covid-19 – Le Iene.

Il Regno Unito distribuisce vitamina D contro il Covid-19.

Vitamina D: il Regno Unito la distribuisce contro il Covid-19 – Le Iene.

Riporto di seguito (con carattere in corsivo) il testo integrale della notizia pubblicata ieri 8 novembre 2020 dal sito iene.mediaset.it

Dal prossimo mese, per tutto l’inverno, il governo inglese distribuirà vitamina D a oltre 2 milioni di persone ritenute categoria fragile e ricoverate in case di cura. Sono sempre di più gli studi internazionali che dimostrerebbero la correlazione tra bassi livelli di vitamina D e morte per Covid-19. Ma a maggio uno studio italiano era stato preso di mira dalle critiche

La vitamina D aiuta a combattere meglio il Covid-19 e ne riduce il tasso di morte? Ne è convinto il governo inglese, che a partire dal prossimo mese la distribuirà a oltre 2 milioni di persone ritenute “clinicamente fragili” e ospitate nelle case di cura del Paese.

Il Regno Unito, che è tornato in lockdown meno di una settimana fa, registra ad oggi oltre 1 milione di casi e quasi 49mila morti.

La mossa inglese segue un’iniziativa analoga del governo scozzese e ha trovato tra i primi fautori il ministro della Salute Matt Hancock, secondo il quale starebbero emergendo evidenze sul collegamento tra assunzione di vitamina D e minor rischio di morte per Covid-19. Il premier Boris Johnson ha detto: “stiamo guardando ai possibili benefici della vitamina D e presto riferiremo in Parlamento”.

A quanto pare alcuni studi, in primis quello del gruppo di ricercatori guidato da Gareth David, avrebbero già evidenziato la correlazione tra bassi livelli di vitamina D e rischio di morte per coronavirus. Studi incoraggianti, a seguito dei quali diversi scienziati hanno chiesto al governo inglese di aggiungere la vitamina D ai cibi base dell’alimentazione della popolazione, quali pane e latte.

La vitamina D, che aiuta il corpo a mantenere corretti livelli di calcio e di fosfati, preservando le ossa, i denti e i muscoli, viene prodotta naturalmente dall’organismo durante l’esposizione al sole e si può trovare in cibi quali salmone, tonno, pesce spada, ma anche tuorli delle uova, latte, funghi e persino cioccolato fondente.

Un alleato importante a difesa della salute, del quale però non bisogna abusare, perché un’assunzione eccessiva può causare disturbi quali mal di testa, vomito, contrazioni muscolari e nei casi più gravi anche formazione di calcoli.

Qualche tempo fa, come vi avevamo già raccontato in questo articolo, anche uno studio spagnolo aveva evidenziato la carenza di vitamina D come fattore di rischio di sintomi gravi legati al Covid, osservando come oltre l’80% dei pazienti ricoverati per il virus avesse  livelli pericolosamente bassi di vitamina D.

Un ulteriore studio condotto dall’Università di Chicago e pubblicato sul Journal of American Medical Association Network Open era arrivato a conclusioni simili: le persone con bassi livelli di vitamina D potrebbero avere fino al 60 per cento di probabilità in più di risultare positive al coronavirus. “La vitamina D svolge un ruolo importante nel sistema immunitario”, ha spiegato il professor Meltzer. “Saranno necessari test clinici per dimostrare questi risultati, ma secondo i nostri dati la vitamina D, pur non rappresentando una garanzia come protezione dal coronavirus, sembra essere collegata a una minore probabilità di infezione in forma grave”.

Anche in Italia, nel maggio scorso, si era parlato dei benefici della vitamina D, dopo la conferma di due docenti dell’Università di Torino, Giancarlo Isaia e Enzo Medico. Nonostante lo studio mostrasse come molti pazienti ricoverati per Covid presentavano gravi carenze di vitamina D, erano stati criticati per la mancanza di validazione scientifica delle loro affermazioni.

Fonte: iene.mediaset.it

Considerazioni personali:

In tutta sincerità il sottoscritto non può sapere se la notizia in oggetto sia vera oppure no.

Tuttavia, ho deciso di riportarla qui perché, al di là di ciò, mi preme far luce sul fatto che la vitamina D è certamente utile, in generale, contro le infezioni, in quanto essa, oltre a servire per ‘fissare’ il calcio nelle ossa, agisce, nella sua forma attiva, come un ormone, il quale, tra le tante funzioni proprie, ha un’azione modulante nei confronti dell’infiammazione e del sistema immunitario.

Urge far emergere, a tal riguardo, come, almeno in Italia, statisticamente, una rilevante percentuale di uomini e di donne dai trent’anni in su (percentuale molto superiore nel caso di soggetti anziani) siano, inconsapevolmente, carenti di vitamina D, con precise conseguenze, a livello di denti e ossa, che con l’avanzare dell’età si fanno più marcate.

Inoltre, chi è carente di vitamina D si ammala più spesso e più facilmente di infezioni.

Eppure basta un semplice e banale esame ematico per rilevare la sua quantità nel sangue.

Bisognerebbe, dunque, a scopo preventivo, ma non solo, superati i trent’anni di età (a meno che non si abbiano precisi motivi per agire diversamente), eseguire l’esame per il dosaggio della vitamina D.

In caso di obiettiva carenza si dovrà assumere in forma di integrazione, secondo consiglio del proprio medico, non dimenticando, in ogni caso, di agire sempre con prudenza (in quanto alti dosaggi possono risultare tossici) e con regolari (preferibilmente trimestrali) misurazioni ematiche almeno finché non si arrivi ad un dosaggio ottimale.

Io decisi di dosare la vitamina D nel mio sangue all’età di 29 anni e con mio stupore rilevai come fossi molto carente di essa.

Per fortuna, dunque, ho iniziato da subito l’integrazione con vitamina D, e posso testimoniare, in prima persona, dei suoi effetti benefici di potenziamento del sistema immunitario, ma anche di ‘regolazione’ dello stesso (si pensi a chi soffre di allergie…).

Concludo nel dire che l’integrazione di vitamina D con l’aggiunta di una prudente assunzione di zinco (oltre che di vitamina c) risulta essere ancora più efficace, in generale, nei riguardi delle infezioni.

In ultimo, ma non per importanza, preme, ulteriormente, precisare che per quanto alcune sostanze, come la citata vitamina D, siano potenziatori e regolatori del sistema immunitario, e una loro carenza sia, dunque, dannosa per lo stesso, quel che regola tutto in una particolare e profonda ‘dimensione’ psico-chimica è il Sistema Nervoso Centrale, per cui l’arma ancora più efficace, e senza la quale tutto il resto sarà poco utile, è trovare l’equilibrio psicofisico, in quanto ansia, depressione, stress, vita frenetica, preoccupazioni, angosce varie, ecc., sono certamente cause di molti mali, (anche gravi) tra cui anche di un indebolimento (finanche dell’alterazione nella propria fisiologica modulazione) del sistema immunitario.

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*N.B. Per altri articoli, di Stefano Ligorio, sul tema Covid-19, Vaccinazione anti Covid-19, e Green Pass, clicca qui.

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N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

Stefano Ligorio

6 pensieri riguardo “Medicina – Vitamina D: il Regno Unito la distribuisce contro il Covid-19 – Le Iene.

  1. Effettivamente un’amica medico mi ha consigliato sin dal marzo scorso di assumere vitamina D ogni 15 gg anziché una volta al mese come consuetudine. A mia volta, durante il lockdown, nelle giornate di bel tempo, trascorro almeno 20 minuti al giorno sul balcone esponendomi al sole.

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  2. Sono daccordo con il consiglio della tua amica, anzi a mio modesto parere, credo sarebbe meglio l’assunzione -ancora più ‘ridotta’- settimanale, per evitare un dosaggio singolo più alto…
    Interessante l’idea di esporsi al sole sul balcone per 20 minuti al giorno, in quanto ciò risulta benefico anche per l’umore…
    Grazie per il tuo commento.

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  3. La notizia è vera e confermata (parlo della distribuzione di integratori di vitamina D in Gran Bretagna). Qui da noi, e parlo della Germania, sono in proposito molto scettici: i medici tedeschi sono sempre molto attenti a quanta vitamina D abbiano nel sangue i loro pazienti, tanto che la prima cura che viene prescritta per quasi tutto è “Spazierengehen und frische Luft” (passeggiare e aria fresca), e infatti qui la gente non è mai stata chiusa in casa nemmeno nei periodi di totale Lockdown. In altre parole, secondo l’associazione dei medici tedeschi, il fatto che chi ha alti valori di vitamina D nel sangue sia meno prono a effetti gravi da parte del Coronavirus sarebbe dovuto al fatto che le condizioni fisiche generali sarebbero più buone, non alla vitamina D in quanto tale.

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    1. Credo che, indipendentemente dal fatto se possa essere, o meno, un aiuto nella circostanza ‘coronavirus’, avere buoni livelli di vitamina D, nel sangue, significa, certamente, avere una sostanza in grado di aiutare il sistema immunitario a funzionare meglio…
      Inoltre, a mio modesto parere, ‘passeggiare e aria fresca’, di per sé, a meno che non si tratti di un’attività motoria costante (e almeno lievemente intensa), non può indurre una particolare azione diretta sulla funzionalità del sistema immunitario, pur avendo un risvolto positivo a livello psico-emotivo e, dunque, indirettamente anche sul sistema immunitario…
      Certo è che stare chiusi in casa in un’eventuale fase di lockdown, essendo, questa, direttamente incidente -negativamente- sullo stato psico-emotivo incide -negativamente-, dunque, indirettamente, anche sul funzionamento del sistema immunitario.
      Preciso, inoltre, che nella circostanza in cui un paziente sia particolarmente insufficiente di vitamina D ‘passeggiare’ all’aria fresca, tendenzialmente, non è del tutto risolutivo (in tal senso), per cui spesso l’integrazione è comunque necessaria.
      Grazie per il tuo commento e per le tue preziose notizie dalla Germania…un caro saluto

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