Poesie – La morte di una madre.

Titolo Poesia: La morte di una madre.

Perché anche la Poesia, al pari dell’Aforisma, è in grado di ‘incentivare’ conoscenza e consapevolezza.

“Un Fiore apprezzato dalla Luce del Sole

è stato spezzato dalla Forza del Vento.

Era stato piantato in un Giardino di Luce.

Il suo nome era Fiore di primavera.

Era una pianta alta, rigogliosa, e verdeggiante;

il suo busto era spinoso, ma tenero e ben piantato nella terra;

i suoi petali avevano il colore dell’arcobaleno

e la sua gemma era dorata e fertile.

Sui suoi petali colorati litigavano, ogni alba,

le goccioline di rugiada mattutina,

perché non volevano scivolare via per finir disperse nella terra.

Nella sua gemma si incontravano le api laboriose

avide del suo polline dorato.

Tutto il Giardino di Luce era stato fatto per questa dolce creatura,

e tutte le piante erano figlie del suo polline dorato.

Il suo profumo aveva un odore soave.

Si ergeva maestoso nel mezzo del Giardino,

e rifletteva sfolgorante la Luce candente del Sole.

Tutte le creature del Giardino rendevano omaggio al Fiore.

Il Giardino di Luce era l’Essenza della Vita

e il Fiore ne era la Forza.

L’aria del Giardino era intrisa del suo polline dorato e profumato.

Tutto in quel Giardino era bello e raro;

il suo polline era più dorato e prezioso dell’oro d’ofir delle terre d’Oriente.

Perciò, perché oh Vento del Nord

hai soffiato con tal violenza su simile creatura?

Perché ti sei destato dal tuo luogo deserto?

Perché hai voluto colpire colei che era la vita del Giardino di Luce?

Chi ti ha invitato a fare tale desolazione?

Che ti è stato fatto perché tu debba renderne un simile conto?

Hai spezzato la forza della Vita del Giardino,

che ci hai guadagnato da siffatta opera?

Che ne avrai in cambio?

Qual è il tuo guadagno per quest’opera di morte?

Oh Fiore di primavera, dové ora la tua dimora?

Chi stai allietando adesso?

Dove hai portato la tua Luce?

Dové il tuo profumo soave?

I tuoi figli si disperano;

tutte le piante del Giardino gridano a te,

ma non ti trovano, non ti odono più.

Ho udito una tua creatura urlare disperatamente:

<giammai disperar vorrei, ma con un dir prender vigor potrei>.

E tu non rispondi.

Chi è questo Vento del Nord che ha osato spezzare la tua vita?

Dove risiede la sua buia dimora

di modo che si possa fare a lui quello che ha fatto a te?

Tu figliola non disperare in eterno, trova la pace in te,

perché la sofferenza è passata,

e il dolore che ha trafitto tua madre ha compiuto ormai la sua opera,

e che altro potrebbe fare di più e ancora?

Figliola armati con la spada del coraggio,

prendi pure la corazza della resistenza,

lo scudo della forza e l’elmo della vittoria.

Non abbatterti, ora tocca solo a te

proteggere le altre figliole di tua madre,

per cui sii forte e coraggiosa,

altrimenti non potrai adempiere al tuo nobile dovere.

Che dirti sorella mia:

l’ingiustizia e la crudeltà, come dei guerrieri sanguinari,

sono entrate nel tuo Giardino,

e hanno portato via il loro bottino di guerra in tempo e terra di pace.

Le tue lacrime scendano dolcemente dal tuo viso

fin sul tuo cuore ricordandoti sempre di chi sei figlia”.

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Stefano Ligorio