La domanda risarcitoria/sanzionatoria ex art. 96 c.p.c.

La domanda risarcitoria/sanzionatoria ex art. 96 c.p.c., contro la parte avversa che abbia iniziato o resistito in un processo civile con colpa grave e/o malafede, è svincolata dalle preclusioni assertive operanti nel giudizio di cognizione, in quanto diretta a far valere le conseguenze derivanti dalla risoluzione della controversia, concretizza, infatti, una mera integrazione della originaria domanda formulata dalla parte, e non determina alcuna alterazione del thema decidendum della lite, potendo, dunque, essere avanzata per la prima volta, o aumentata, sino all’udienza di precisazione delle conclusioni (Cass. n.15964/2009; Cass. n.3941/2002; Corte App. Roma 26.1.2009; Trib. Roma 4.9.2009).

Tale violazione, infatti, si concretizza in uno scorretto esercizio del diritto di agire o di resistere in giudizio, che certamente può realizzarsi solo con il compimento di tutti gli atti che compongono il procedimento di cognizione, in quanto la parte istante è in grado di valutarne la fondatezza, e la portata, solo al termine della fase istruttoria.

N.B. Stefano Ligorio è anche autore di un libro dal titolo: ‘IL RISARCIMENTO NEL PROCESSO CIVILE -errori da evitare, e rimedi esperibili– (Giuda Pratica alla luce del Codice Civile, del Codice di Procedura Civile, e della Giurisprudenza in materia)’.

Stefano Ligorio

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