(Medicina in breve) – I più comuni sintomi dell’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata, e ansia somatizzata), e della depressione (depressione maggiore, depressione cronica e/o distimia).

I più comuni sintomi dell’ansia e della depressione.

I più comuni sintomi dell’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata, e ansia somatizzata), e della depressione (depressione maggiore, depressione cronica e/o distimia).

Quali sintomi dovrebbero indurre, tempestivamente, qualsiasi medico ad individuare, in prima istanza, l’ipotesi di una patologia di ansia (associata o meno a depressione), o di depressione maggiore?

*Per la sola ansia (sociale, generalizzata e somatica) non depressiva:

-perdita di energie, e senso di fatica, in generale, con conseguente riduzione delle attività quotidiane;

-disturbi della concentrazione e della memoria;

-agitazione motoria, nervosismo, irritabilità, ansia;

-attacchi di panico;

-iperventilazione, denominata “fame d’aria;

-senso di nausea e/o altri ricorrenti disturbi gastrointestinali;

-perdita o aumento di peso;

-disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia);

-mancanza di desiderio sessuale;

-dolori fisici di variegata natura, come dolori e/o scricchiolii alle ginocchia e ad altre articolazioni, dolori alla schiena, sensazione di calore al capo, come se si avesse uno stato continuo di leggera febbre, ecc.;

-tachicardia, palpitazioni;

-ipertensione arteriosa nella prime fasi della malattia (dovuta ad un aumento della produzione dell’adrenalina da parte delle ghiandole surrenali);

-ipotensione arteriosa in un fase avanzata della malattia (dovuta ad un esaurimento della produzione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali). (N.B. L’elenco dei possibili sintomi non è, e non può essere, esaustivo).

*Per l’ansia depressiva (cronica) e per la depressione maggiore -oltre a tutti i sintomi prima elencati per la sola ansia anche-:

-tristezza, angoscia, disperazione;

-senso frequente di colpa, di indegnità, di rovina, pensieri negativi su di sé, sul mondo, e sul futuro;

-perdita di autostima, autocommiserazione;

-percezione del tempo rallentato, senso di vuoto;

-mancanza di speranza nel futuro;

-perdita di interesse per qualsiasi attività;

-evitamento delle persone e isolamento sociale;

-comportamenti passivi;

-rallentamento ideativo, incapacità decisionale;

-percezione dell’attuale stato mentale come di una condizione senza fine;

-nei casi più gravi, tentativi di suicidio. (N.B. Anche in questo caso, l’elenco dei possibili sintomi, non è, e non può essere, esaustivo, inoltre, in questo studio, non si sono, volutamente, considerate la depressione bipolare e la depressione psicotica, le quali hanno anche altri peculiari sintomi qui non descritti).

In presenza di sintomi del genere bisognerà farsi valutare, obiettivamente, da uno psichiatra diligente e attento.

Si precisa che ansia e depressione debbono necessariamente essere curate -come da letteratura scientifica- con antidepressivi, e che gli ansiolitici, in tal caso debbono, se assunti, essere, molto gradatamente, sospesi dopo breve periodo, perché complicano e cronicizzano la malattia stessa e i suoi sintomi associandone altri nuovi dovuti ad assuefazione verso gli stessi.

I medici specialisti dovrebbero essere, con assoluta diligenza e perizia, gli unici a prescrivere terapie psicofarmacologiche vista la complessità del quanto, tuttavia, molto spesso, medici non psichiatri (come medici curanti) prescrivono ansiolitici benzodiazepinici a dei pazienti, i quali, appunto, nel non essere correttamente seguiti in un competente percorso terapeutico, ne divengono dipendenti complicando il loro stato di malattia e la sintomatologia ad essa legata.

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N.B. Stefano Ligorio, in ambito di tematiche mediche, è anche autore di un libro dal titolo: ‘La Strana Malattia: Come prevenire, diagnosticare, e curare, l’ansia (ansia sociale, ansia generalizzata e ansia somatizzata) e la depressione (depressione maggiore e depressione cronica -distimia)’, ma anche di: ‘Il Cancro -Vademecum- (Guida Pratica alla Prevenzione e alla Cura del Tumore Maligno)’.

Stefano Ligorio